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martedì 14 marzo 2017

Dal dentista

Oggi Bonbon va dalla veterinaria per l'estrazione di un molare. C'è un'infezione, è necessario. Povero il mio vecchietto.


giovedì 25 luglio 2013

domenica 2 settembre 2012

venerdì 9 settembre 2011

Bonbon e il gioco del gatto con il topo

Sul sito www.sapere.it si legge:
Il comportamento di predazione è ben sviluppato nel gatto rinselvatichito: schematicamente, un'azione di caccia inizia con l'avvicinamento alla preda, spesso effettuato strisciando con il ventre aderente al terreno; a questo seguono una pausa e la ricerca di un riparo, poi ancora un lentissimo avvicinamento e infine, raggiunta la distanza opportuna, uno scatto breve e velocissimo, che termina nella cattura della preda con i denti e le unghie. Invariabilmente, il morso è diretto alla nuca. La preda viene portata in un luogo appartato e mangiata. Nel gatto domestico il comportamento di predazione mostra la medesima sequenza, salvo nell'ultima fase, in cui l'atto della cattura si ripete più volte alternato al rilascio della preda, che non viene uccisa (il cosiddetto gioco del gatto col topo). Il significato di questo comportamento non è del tutto compreso.

Sul sito della Hill's leggiamo anche:
In certe occasioni, il tuo gatto potrebbe lasciarti un regalo indesiderato come un topo (e a volte qualcosa di ancora più grande) davanti alla porta di casa.
I ricercatori non sono sicuri del motivo per cui alcuni gatti lasciano delle prede morte per i loro proprietari, ma si pensa che lo facciano per una delle seguenti due ragioni:
- Come segno di affetto nei confronti del proprietario. Dopotutto loro amano cacciare, uccidere e giocare con i topi morti, perchè non dovrebbe essere lo stesso anche per te?
- Per seguire l'istinto ereditato dal genitore. Le gatte, infatti, insegnano ai loro cuccioli come cacciare portando loro animali morti o feriti per 'fare esercizio'. Quindi il tuo gatto starebbe cercando di insegnarti a cacciare!

Bonbon invece prima uccide la preda, dopo appostamenti e agguati, e poi la porta a casa. la lascia fuori, sullo zerbino, e poi attira la nostra attenzione. Quando è certo che lo stiamo guardando, comincia la sarabanda del lanci.


martedì 30 agosto 2011

Le vacanze di BonBon

Un gatto in vacanza dorme come a casa, ma va anche a caccia nel bosco. Toporagni, lucertole, uccellini, anche - senza successo - scoiattoli. Nel giro di poche ore, il gatto cittadino si trasforma.

Le vittime:



Guardare dalla finestra è molto appassionante.

Ma una dormitina al sole è ancora meglio:


Se il sole non c'è, va bene anche il tavolo:

Poi si va all'altra finestra, quella da cui si parte per le avventure nel bosco. Tanto poi si torna a casa, con un agile salto:
In attesa che tutti tornino dalle passeggiate, si pensa alla pappa in arrivo:


martedì 24 agosto 2010

giovedì 5 agosto 2010

Il Diario di Bonbon (9) - "Gardenia"

Gardenia è una rivista di giardini e piante che ha una rubrica dedicata agli animali. Per il numero di Agosto c'è una pagina dedicata ai gatti e ci sono io che poso: gioco con dei cubetti di ghiaccio!


venerdì 8 gennaio 2010

Dal diario di Bonbon (7): una serata davanti alla tele

Bonbon si annoia davanti alla TV:



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sabato 12 settembre 2009

Dal diario di Bonbon (6)


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domenica 15 marzo 2009

Il sacchetto - dal diario di Bon-Bon (5)

Quando tornano dallo shopping, sono un gatto felice. In giro per casa ci sono sempre dei bei sacchetti e dentro - meraviglia - carta velina che posso strappare a pezzettini e buttare dappertutto.


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venerdì 27 febbraio 2009

Gatti e scatole - dal diario di BonBon (4)

Oggi sono salito con un balzo sull'armadio. Lì ci sono delle belle scatole che riesco ad aprire. Mi ci infilo dentro o tiro fuori vestiti e coperte per farmi una bella cuccia. Ma perché mi cacciano sempre via?
La mamma ha fatto una scenata e mi ha stanato.
Non mi è restata che la fuga.
Prima però mi ha lasciato fare, così è riuscita a filmare le mie manovre. Mi piacciono anche i sacchetti un po' rumorosi e i cestini da picnic quando sono vuoti.

domenica 5 ottobre 2008

dal diario di Bon-Bon (3)

Ormai son quasi due mesi che il mio fratellone bubino non c’è più, e nessuno ha voglia di scrivere. Domani si va dal veterinario per il controllo toxoplasmosi. Mi addormenteranno e mi faranno un altro prelievo. La mamma ha regalato il trasportino azzurro di bubino a una ragazzina che ha adottato un cucciolo grigio: Newton. Speriamo di vederlo presto qui.

giovedì 24 luglio 2008

dal diario di Bon-Bon (2)

Forse si parte per la montagna. La vita di noi micioni lì cambia radicalmente. Bosco, prati, caccia ai topi. Liti furibonde con i gatti del vicinato. La mamma lascia aperto un finestrino minuscolo dietro la stufa ed io da lì posso saltare giù su una tettoia e filarmela anche di notte. Il Gemello Siamese non è capace di risalire sulla tettoia, perché è goffo. Di solito si limita ad appollaiarsi sul davanzale guardando fuori con aria invidiosa. Spesso ce ne stiamo in giro tutta la notte. Abbiamo le nostre tane nel bosco. Anche la Potti esce per cacciare – è davvero un’acchiappatopi strepitosa – ma l’età l’ha resa meno vagabonda. Ogni tanto incontriamo la mamma nel bosco che spacca legna per la caldaietta e per il camino, che a noi micioni piace tanto. In questa foto vintage si vedono le nostre montagne. Sullo sfondo c’è il Monte Disgrazia con il suo ghiacciaio, che adesso è ahimé piuttosto ridotto, e in basso si vede l’impetuoso torrente Màllero. In primo piano sulla sinistra c'è il Monte Senevedo. La mamma alla sera guarda i cervi che attraversano una radura alta visibile dalla nostra finestra. Un posto meraviglioso.

(2-continua)

martedì 15 luglio 2008

dal diario di Bon-Bon

Oggi la mamma è arrivata dal super con quattro borsoni pieni e da uno di essi arrivavano segnali inequivocabili: presenza di crocchette. Cartoccio verde metallizzato e gusto pesce azzurro, una meraviglia concentrata. La mamma se n’è andata di là un attimo e io avevo già sforacchiato il sacchetto. E’ tornata e mi ha beccato. Mi ha urlato di sparire e io ho infilato la gattaiola. Sono rientrato subito però. Ero attratto irresistibilmente da quel profumo, e poi la mamma si lascia sempre intenerire quando la guardo e le dico: Sono maaaaaaaagro… maaaaaagro…