lunedì 18 giugno 2012

Gatti famosi: i gatti di Anna Frank


Il diario di Anna Frank è una delle storie più commoventi lasciate in eredità agli uomini.


Quando Anna si trasferì nel nascondiglio segreto dovette lasciare la sua gatta Moortje.Sembra che la famiglia di un amico di Anna, tale Toosje K., se ne sia preso cura. Scrive la ragazza il 12 luglio del 1942 che le si riempiono gli occhi di lacrime quando pensa alla povera micia, di cui rimpiange la dolcezza. Mouschi era invece il gatto maschio nero di Peter van Daan, il ragazzo che divide con Anna la reclusione nell'alloggio segreto e di cui la ragazza si innamora.Miep Gies, colei che salvò il diario, se ne sarebbe preso cura dopo l'irruzione delle SS. Moffie era invece il nome del gatto del magazzino, un ciccione bianco e nero. Secondo http://www.annefrankdiaryreference.org/cats.htm il nome del micio, che nelle traduzioni inglesi del diario è Boche (il nome con cui nella Grande Guerra i francesi indicavano i tedeschi), si spiega col fatto che i moffen erano biscottini a forma di maiale e che gli olandesi chiamavano così gli invasori tedeschi.





2 commenti:

DARIO PEZZELLA ha detto...

A proposito di gatti: ho scritto anch'io una storia su un gatto che riguarda Anne Frank. Solo che lei si trovava ad Auschwitz e il gatto si chiamava Bruno Rudolf. Ovviamente così non ci capisci niente e allora ricomincerò dal principio.
Devo confessarti che da giovane non ho mai avuto occasione di leggere il “Diario di Anne Frank” (ora ho cinquant'anni) e solo qualche anno fa sono riuscito a colmare questa vergognosa lacuna, rimanendone folgorato, stregato. In breve ho recuperato quanto vergognosamente avevo evitato per tanti anni; ne sono seguite letture ed approfondimenti, non solo sullo sterminio degli ebrei, ma anche sulla vita dei sopravvissuti, Frank compresi. Il risultato? A causa di un incidente sono rimasto a casa tre mesi durante i quali ho scritto: "Le Pagine Bianche di Anne Frank" che è l’ideale prosecuzione, anzi, l’effettiva continuazione del “Diario di Anne Frank”: ho ipotizzato, infatti, che quest’ultima possa aver tenuto un diario anche durante gli ultimi sette mesi della sua vita, passata tra un campo di concentramento e un altro. Ad eccezione di pochissime finzioni narrative, infatti, tutto ciò che vi si racconta è effettivamente accaduto e le ricostruzioni degli avvenimenti sono attinte pazientemente dalle testimonianze oculari, con un’accurata ricomposizione delle date e della cronologia della guerra. Sono reali, infine, i riferimenti storici richiamati volta per volta nelle note, in modo da offrire al lettore un quadro il più completo possibile.
Così, in uno dei racconti epistolari di questo nuovo Diario, Anne ci racconta che salva un gattino nero dalle fauci di uno di quei terribili cani delle guardie naziste, procurandosi un inaspettato alleato.
Sono certo che mi darai del pazzo; magari puoi andare a dare un'occhiata al sito dov'è pubblicato (www.ilmiolibro.it), dove è possibile leggere le prime 30 pagine. Il libro è stato presentato il 12 giugno scorso, in occasione dell'ottantaseiesimo compleanno di Anne e il ricavato sarà devoluto in favore dell'Associazione UnPonte per Anne Frank" di Livorno.
Ecco i miei link, casomai volessi dare un'occhiata: http://lepaginebianchediannefrank.blogspot.it/ https://www.facebook.com/lepaginebianchediannefrank (un mi piace è sempre gradito) e http://www.unponteperannefrank.org/le-pagine-bianche-di-anne-frank.html
Ciao e grazie!

rosi ha detto...

grazie per il tuo contributo!