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sabato 2 luglio 2011

Ricordare Piumino

Gatti speciali per ricordare Piumino.
Questi sono di Marco Colla, artista e illustratore.

Grazie Marco!


Un bel Piumino

La vecchia piccola Potti è andata via. Adesso dorme sotto un faggio.



Da tre mesi, nonostante le cure e l'ultima terapia che ci aveva un po' illusi, non stava bene e da quella cicciona che era si era trasformata in un pelushino magrissimo e leggero che avevamo ribattezzato Piumino. Ciao bel Piumino. Adesso sei con il goffo Bubino nel paradiso dei gatti.


sabato 19 luglio 2008

dalla Biografia Autorizzata etc. 2

Il Siamese si guadagnò una serie di nomi che ne svelavano fatalmente i difetti. Ma uno su tutti lo definiva: il Gordo. Il suo peso specifico era quello del piombo. Volendo sollevarlo per la collottola, due fatti apparivano evidenti, la taurinità massiccia del collo e il peso esagerato. A siffatte peculiarità, per alcuni pregevoli, il Gordo contrapponeva poi pecche imperdonabili. Era goffo, scarsamente elastico. Salire agilmente sugli armadi o sui ripiani della libreria per sottrarre reperti botanici o malacologici era per lui talmente arduo che ci rinunciò quasi subito. Riusciva solo, ungolando tutti i possibili appigli, a salire sul letto a soppalco dal quale però la discesa era faticosa e segnalata poi dal sordo tonfo dell’atterraggio.
Goffo, dannoso e ingordo. Ecco chi era il terzo acquisto della casa.

(2-continua)

giovedì 17 luglio 2008

dalla Biografia Autorizzata Di Una Gatta Bianca e Nera

La Potti non riusciva a capacitarsi di come quei due deficienti si fossero installati in casa. Il Tigrato Marrone era arrivato in autunno da una montagna dei dintorni. Era vissuto in una fattoria del Triangolo Lariano, nome che alla Potti suonava malefico come quello delle Bermuda. Odore di pericolo e catastrofe. E tanfo di maiali e pollaio, che il piccoletto emanava da quel pelame corto e ruvido. Poi, dopo qualche anno, era comparso il Siamese. Magro, stremato, sembrava agli sgoccioli. Il Grigio, suo fratello, aveva fatto le valigie quasi subito, ma il Siamese era rimasto. Da piccolo che era, a forza di rubare cibo si era trasformato in gatto massiccio, infido e pericoloso. Psicopatico anche. Si piazzava sul letto della Mamma e si ciucciava tra rumori ripugnanti finchè non gli veniva presentata la ciotola.
La Potti era disgustata da quel gattaccio con pretese di pedigree. Aveva notato certe striature scure sulle cosce potenti del Siamese, un eccesso di nero su muso e zampe che svelavano le origini bastarde del soggetto. Altro che Oriente. Boschi della bergamasca.

(continua)