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venerdì 21 febbraio 2014
Il gatto di Schroedinger
Ogni tanto qui si parla di Schroedinger. Questo è uno dei loghi di fisici famosi proposto da http://micro.cibermitanios.com.ar/post/75311178181/cientificos-logos-1. Notare l'immancabile gatto:
martedì 10 settembre 2013
Cani, gatti, esperimenti
Vi ricordate del gatto di Schroedinger?
Da una pagina di matematici e fisici gattari la verità sul famoso esperimento mentale:
Da una pagina di matematici e fisici gattari la verità sul famoso esperimento mentale:
lunedì 12 agosto 2013
Un doodle felino
Tempo fa abbiamo parlato di Schroedinger.
Oggi Google festeggia il compleanno del grande scienziato con un doodle felino.
E. Schroedinger
domenica 30 giugno 2013
La signora delle stelle
Coraggiosa, intelligente, atea, impegnata politicamente, prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico, membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society, gattofila da sempre, Margherita Hack ci ha lasciati. Ne avevamo parlato qui e qui.
Così la ricorda Piergiorgio Odifreddi:
Era da tempo gravemente malata, ma aveva deciso di non curarsi più, lasciando alla Natura la decisione di quando richiamarla a sé. Fino all’ultimo, dunque, è rimasta coerente con la sua figura di intellettuale impegnata: da un lato, concentrata nello studio e nell’apprezzamento delle bellezze del cosmo, e dall’altro lato, incurante delle convenzioni stabilite e insofferente delle superstizioni condivise. Fin dalla giovinezza, aveva imparato a vivere sana. Era nata in una famiglia vegetariana e non aveva mai mangiato carne, facendo sua la motivazione esposta dal filosofo Peter Singer nell’ormai classico libro Liberazione animale (Mondadori, 1991):il fatto, cioè, che mangiare gli animali richiede di causar loro enormi sofferenze, dalla nascita alla morte, e rende complici di quella che la Hack chiamava una “ecatombe giornaliera”. A difensori dell’inciviltà dei McDonald’s, che provavano a sostenere con lei che un bambino necessita di carne per crescere, la Hack rispondeva che non solo lei era cresciuta benissimo, senza mai aver avuto malattie serie, ma aveva potuto praticare sport agonistici, diventando in gioventù campionessa di salto in alto e in lungo. E ancora a ottant’anni faceva giri in bicicletta di 100 chilometri e giocava a pallavolo. L’altra faccia del vegetarianesimo della Hack era il suo famoso amore per i gatti, dei quali viveva circondata in casa, e che spesso si vedevano gironzolare attorno a lei, o sederle vicino, durante le interviste registrate o gli interventi in videoconferenza.
Tutto l'articolo di Odifreddi su micromega.
Così la ricorda Piergiorgio Odifreddi:
Era da tempo gravemente malata, ma aveva deciso di non curarsi più, lasciando alla Natura la decisione di quando richiamarla a sé. Fino all’ultimo, dunque, è rimasta coerente con la sua figura di intellettuale impegnata: da un lato, concentrata nello studio e nell’apprezzamento delle bellezze del cosmo, e dall’altro lato, incurante delle convenzioni stabilite e insofferente delle superstizioni condivise. Fin dalla giovinezza, aveva imparato a vivere sana. Era nata in una famiglia vegetariana e non aveva mai mangiato carne, facendo sua la motivazione esposta dal filosofo Peter Singer nell’ormai classico libro Liberazione animale (Mondadori, 1991):il fatto, cioè, che mangiare gli animali richiede di causar loro enormi sofferenze, dalla nascita alla morte, e rende complici di quella che la Hack chiamava una “ecatombe giornaliera”. A difensori dell’inciviltà dei McDonald’s, che provavano a sostenere con lei che un bambino necessita di carne per crescere, la Hack rispondeva che non solo lei era cresciuta benissimo, senza mai aver avuto malattie serie, ma aveva potuto praticare sport agonistici, diventando in gioventù campionessa di salto in alto e in lungo. E ancora a ottant’anni faceva giri in bicicletta di 100 chilometri e giocava a pallavolo. L’altra faccia del vegetarianesimo della Hack era il suo famoso amore per i gatti, dei quali viveva circondata in casa, e che spesso si vedevano gironzolare attorno a lei, o sederle vicino, durante le interviste registrate o gli interventi in videoconferenza.
Tutto l'articolo di Odifreddi su micromega.
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venerdì 31 agosto 2012
La fisica dei gatti - 3
Un altro video sui gatti che cadono, con immagini rallentate che illustrano bene i movimenti dell'animale. Avevamo spiegato qui la fisica del gatto che cade. Guardate, alla fine del video, lo schema che mostra come il gatto varia il suo assetto:
domenica 12 agosto 2012
Schrödinger
da Milky way scientists:
Rudolf Josef Alexander Schrödinger ( 12 August 1887 – 4 January 1961), was an Austrian who as a physicist became one of the founders of quantum mechanics. His important contributions, especially the Schrödinger equation, resulted in his being awarded the Nobel Prize in Physics in 1933. Two years later he proposed the thought experiment known as Schrödinger's cat, famous among physicists. He also wrote on philosophy and theoretical biology.
Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme alla seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l'evento si verifica il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso. Erwin Schrödinger
(da Wikipedia)
Rudolf Josef Alexander Schrödinger ( 12 August 1887 – 4 January 1961), was an Austrian who as a physicist became one of the founders of quantum mechanics. His important contributions, especially the Schrödinger equation, resulted in his being awarded the Nobel Prize in Physics in 1933. Two years later he proposed the thought experiment known as Schrödinger's cat, famous among physicists. He also wrote on philosophy and theoretical biology.
Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme alla seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l'evento si verifica il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso. Erwin Schrödinger
(da Wikipedia)
martedì 12 giugno 2012
Auguri a Margherita
Margherita Hack compie novant'anni.
Tanti auguri a una grande donna che ha un grande amore per i gatti.
Vive a Trieste con il marito Aldo e gli amatissimi animali. Come festeggiare un traguardo così importante?L'astrofisica fiorentina ripercorre date, nomi ed episodi dei suoi "primi 90 anni, laici e ribelli" nell'autobiografia scritta con Federico Taddia, Nove vite come i gatti, per i tipi della Rizzoli.
Tanti auguri a una grande donna che ha un grande amore per i gatti.
Vive a Trieste con il marito Aldo e gli amatissimi animali. Come festeggiare un traguardo così importante?L'astrofisica fiorentina ripercorre date, nomi ed episodi dei suoi "primi 90 anni, laici e ribelli" nell'autobiografia scritta con Federico Taddia, Nove vite come i gatti, per i tipi della Rizzoli.
sabato 21 aprile 2012
Fisica dei gatti
Ci eravamo già occupati su questo blog della fisica dei gatti.
Riprendiamo l'argomento visto che in questi giorni se n'è parlato parecchio, qui e qui.
Wikipedia ha dedicato una pagina al problema della caduta dei gatti, fenomeno molto studiato.
Insomma, abbiamo tanto da leggere questo week-end...
Riprendiamo l'argomento visto che in questi giorni se n'è parlato parecchio, qui e qui.
Wikipedia ha dedicato una pagina al problema della caduta dei gatti, fenomeno molto studiato.
Insomma, abbiamo tanto da leggere questo week-end...
sabato 13 novembre 2010
La Fisica dei gatti: come beve il nostro micio
Uno studio spiega come fanno i gatti a bere: creano con la lingua una colonna d’acqua e la avvolgono richiudendo la bocca prima che ricada nella ciotola e riuscendo a massimizzare la quantità di liquido trattenuta per ogni lappata.
Ecco il filmato, dal sito della Lega Nerd:
Ecco il filmato, dal sito della Lega Nerd:
venerdì 5 giugno 2009
GATTI CHE CADONO - 2
Avevamo parlato di gatti che cadono. Il problema della rotazione dei gatti durante il volo è stato a lungo dibattuto.
Ne riassumo qui i risultati. Ci vuole un po' di fisica, ma se non si ha dimestichezza con questa materia si può tranquillamente considerare gli esempi del pattinatore e del tuffatore per comprendere almeno a grandi linee cosa succede.
Dovremmo spendere prima due parole sul momento angolare che è una caratteristica importante del moto quando ci sono di mezzo le rotazioni. Parleremo anche di momento d’inerzia, una grandezza che tiene conto di come è distribuita la massa del corpo attorno all'asse di rotazione e che dà una misura dell'inerzia del corpo rispetto alle variazioni del suo stato di moto rotatorio. Il momento angolare è uguale al prodotto del momento d'inerzia I per la velocità angolare ω. Per un sistema isolato, cioè non soggetto a forze esterne, si conserva la somma di tutti momenti angolari.
Sappiamo che quando un pattinatore allarga le braccia, la sua velocità angolare di rotazione diminuisce, mentre se le chiude la velocità aumenta. Questo accade perché il momento d'inerzia di un corpo dipende dalla sua massa e da come essa è distribuita: se la massa è più distante dall'asse di rotazione – braccia aperte - il momento d'inerzia aumenta, mentre quando le avvicina al corpo diminuisce. Abbiamo detto che il momento angolare è uguale al prodotto del momento d'inerzia I per la velocità angolare ω e che deve rimanere costante: quando il pattinatore allarga le braccia il suo momento d'inerzia aumenta e affinché il momento angolare sia costante, occorre che la velocità angolare diminuisca. Viceversa, quando avvicina le braccia, il suo momento d'inerzia diminuisce e perché il momento angolare sia costante la velocità angolare deve aumentare.
Ora torniamo ai gatti che cadono. Su di essi non agisce nessuna forza se non quella di gravità. Se la velocità angolare iniziale del gatto fosse zero, non potrebbe ruotare. Ma il gatto deve acquisire una rotazione quando cade. Nel caso si lanci, fa come i tuffatori (vedi più avanti), per esempio trattenendosi con una zampa un po’ più a lungo, mentre se viene lanciato potrebbe dare una zampettata proprio mentre viene lanciato. Avrà quindi una per quanto minima velocità angolare, che poi gestirà allungando o ritraendo le zampe e la coda.
Quando il tuffatore si lancia, si dà una spinta iniziale acquisendo così un certo momento angolare: in parole povere, ruota, e continuerebbe a ruotare nello stesso modo se non facesse quei piccoli movimenti – come stirarsi o rannicchiarsi – che gli permettono di variare l’assetto.
Il gatto fa esattamente nello stesso modo: si raggomitola o si stira distribuendo diversamente la sua massa corporea intorno all’asse di rotazione e quindi variando il “momento d’inerzia”.
Dopo la spinta iniziale, il momento angolare non può cambiare durante la caduta. Se però cambia il suo momento d’inerzia (che il gatto realizza come si è detto variando la distribuzione della massa, cioè allontanando o avvicinando le zampe o la coda) deve cambiare la
velocità con la quale ruota. Per esempio avvicina le zampe anteriori al corpo e dunque la velocità di rotazione della parte superiore del corpo aumenta. Questo provoca variazioni di assetto e gli consente, alla fine, di atterrare sulle zampe.
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Ne riassumo qui i risultati. Ci vuole un po' di fisica, ma se non si ha dimestichezza con questa materia si può tranquillamente considerare gli esempi del pattinatore e del tuffatore per comprendere almeno a grandi linee cosa succede.
Dovremmo spendere prima due parole sul momento angolare che è una caratteristica importante del moto quando ci sono di mezzo le rotazioni. Parleremo anche di momento d’inerzia, una grandezza che tiene conto di come è distribuita la massa del corpo attorno all'asse di rotazione e che dà una misura dell'inerzia del corpo rispetto alle variazioni del suo stato di moto rotatorio. Il momento angolare è uguale al prodotto del momento d'inerzia I per la velocità angolare ω. Per un sistema isolato, cioè non soggetto a forze esterne, si conserva la somma di tutti momenti angolari.
Sappiamo che quando un pattinatore allarga le braccia, la sua velocità angolare di rotazione diminuisce, mentre se le chiude la velocità aumenta. Questo accade perché il momento d'inerzia di un corpo dipende dalla sua massa e da come essa è distribuita: se la massa è più distante dall'asse di rotazione – braccia aperte - il momento d'inerzia aumenta, mentre quando le avvicina al corpo diminuisce. Abbiamo detto che il momento angolare è uguale al prodotto del momento d'inerzia I per la velocità angolare ω e che deve rimanere costante: quando il pattinatore allarga le braccia il suo momento d'inerzia aumenta e affinché il momento angolare sia costante, occorre che la velocità angolare diminuisca. Viceversa, quando avvicina le braccia, il suo momento d'inerzia diminuisce e perché il momento angolare sia costante la velocità angolare deve aumentare.
Ora torniamo ai gatti che cadono. Su di essi non agisce nessuna forza se non quella di gravità. Se la velocità angolare iniziale del gatto fosse zero, non potrebbe ruotare. Ma il gatto deve acquisire una rotazione quando cade. Nel caso si lanci, fa come i tuffatori (vedi più avanti), per esempio trattenendosi con una zampa un po’ più a lungo, mentre se viene lanciato potrebbe dare una zampettata proprio mentre viene lanciato. Avrà quindi una per quanto minima velocità angolare, che poi gestirà allungando o ritraendo le zampe e la coda.
Quando il tuffatore si lancia, si dà una spinta iniziale acquisendo così un certo momento angolare: in parole povere, ruota, e continuerebbe a ruotare nello stesso modo se non facesse quei piccoli movimenti – come stirarsi o rannicchiarsi – che gli permettono di variare l’assetto.
Il gatto fa esattamente nello stesso modo: si raggomitola o si stira distribuendo diversamente la sua massa corporea intorno all’asse di rotazione e quindi variando il “momento d’inerzia”.
Dopo la spinta iniziale, il momento angolare non può cambiare durante la caduta. Se però cambia il suo momento d’inerzia (che il gatto realizza come si è detto variando la distribuzione della massa, cioè allontanando o avvicinando le zampe o la coda) deve cambiare la
velocità con la quale ruota. Per esempio avvicina le zampe anteriori al corpo e dunque la velocità di rotazione della parte superiore del corpo aumenta. Questo provoca variazioni di assetto e gli consente, alla fine, di atterrare sulle zampe.
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martedì 28 aprile 2009
GATTI CHE CADONO
Étienne Jules Marey (1830-1904), fisiologo, ideò strumenti e tecniche per studiare il movimento ed è considerato un precursore della cinematografia. Inventò il
cronofotografo, con il quale fissava fotograficamente le varie fasi di un movimento, ed il fucile fotografico. Quest'ultimo funzionava proprio come un fucile da caccia, e ne aveva l'aspetto. Era provvisto di lastre fotografiche circolari , mentre la canna, contenente l'obiettivo, fungeva da mirino.Gli animali furono uno dei suoi oggetti di studio; cercò di capire perché i gatti riescono a cadere quasi sempre sulle zampe, realizzando delle riprese con le sue fotocamere speciali.
Ecco il lavoro di Marey sul gatto:
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