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domenica 8 febbraio 2015

Lingua felina: un traduttore (anzi, due)

Beh, questa è una miao-truffa.
Nome: Meowlingual
Produzione: Giappone
Funzione: traduttore tra gatti e umani.

Il Meowlingual, in vendita online a 169 dollari,  traduce le espressioni del muso del gatto e le traduce in 6 "umori". Traduce anche 200 parole in miagolii comprensibili ai gatti. Diagnostica perfino 85 disturbi.


Completamente gratuita, ecco un'"applicazione" per capire il linguaggio del vostro micio:





lunedì 2 dicembre 2013

La voce del padrone

Uno studio di Atsuko Saito e Kazutaka Shinozuka, pubblicato sull’Animal Cognition Journal, ha scoperto che i nostri felini domestici individuano senza alcun problema la voce del padrone, ma scelgono di ignorarlo. I due giapponesi hanno studiato 20 gatti domestici indagando se essi potevano riconoscere i loro proprietari. Mentre il padrone era fuori dalla vista del gatto,  hanno riprodotto tre diverse voci di estranei in serie, seguita dalla voce del proprietario e registrato le reazioni del gatto alle voci, classificandoli in sei categorie comportamentali .
Quando si sentivano chiamati i gatti si predisponevano in quello che gli scienziati hanno definito "comportamento orientato", muovendo cioè le teste e le orecchie per individuare la fonte del richiamo. Però, sebbene mostrassero di riconoscere il padrone, non si muovevano dal loro posto. "Questi risultati indicano che i gatti non rispondono con atteggiamenti comunicativi ai loro proprietari se questi sono fuori dalla loro visuale – dicono Saito e Shinozuka – anche se li riconoscono".
I gatti domestici hanno avuto una storia di 10.000 anni di convivenza con gli esseri umani e sembrano avere la capacità di comunicare con essi. Tuttavia i gatti, a differenza dei cani, non sono stati addomesticati a obbedire agli ordini degli esseri umani. Un rapporto opposto a quello dei cani. I nostri amici gatti, insomma, ci sentono ma ci ignorano. Ho perfino il sospetto che ci compatiscano.

Ti sento, sì, ma che vuoi?

domenica 30 giugno 2013

La signora delle stelle

Coraggiosa, intelligente, atea, impegnata politicamente, prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico, membro dell’'Accademia dei Lincei, dell’'Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society, gattofila da sempre, Margherita Hack ci ha lasciati. Ne avevamo parlato qui e qui.






Così la ricorda Piergiorgio Odifreddi:

Era da tempo gravemente malata, ma aveva deciso di non curarsi più, lasciando alla Natura la decisione di quando richiamarla a sé. Fino all’ultimo, dunque, è rimasta coerente con la sua figura di intellettuale impegnata: da un lato, concentrata nello studio e nell’apprezzamento delle bellezze del cosmo, e dall’altro lato, incurante delle convenzioni stabilite e insofferente delle superstizioni condivise. Fin dalla giovinezza, aveva imparato a vivere sana. Era nata in una famiglia vegetariana e non aveva mai mangiato carne, facendo sua la motivazione esposta dal filosofo Peter Singer nell’ormai classico libro Liberazione animale (Mondadori, 1991):il fatto, cioè, che mangiare gli animali richiede di causar loro enormi sofferenze, dalla nascita alla morte, e rende complici di quella che la Hack chiamava una “ecatombe giornaliera”. A difensori dell’inciviltà dei McDonald’s, che provavano a sostenere con lei che un bambino necessita di carne per crescere, la Hack rispondeva che non solo lei era cresciuta benissimo, senza mai aver avuto malattie serie, ma aveva potuto praticare sport agonistici, diventando in gioventù campionessa di salto in alto e in lungo. E ancora a ottant’anni faceva giri in bicicletta di 100 chilometri e giocava a pallavolo. L’altra faccia del vegetarianesimo della Hack era il suo famoso amore per i gatti, dei quali viveva circondata in casa, e che spesso si vedevano gironzolare attorno a lei, o sederle vicino, durante le interviste registrate o gli interventi in videoconferenza.

Tutto l'articolo di Odifreddi su micromega.

venerdì 7 giugno 2013

L'anello di Re Salomone

Secondo la leggenda (derivata da uno scritto apocrifo, Il testamento di Salomone, e poi ripreso da J. V. Widmann) l'anello era il magico mezzo con cui il re parlava con gli animali.
Racconta Lorenz:
Sta scritto che il Re Salomone parlava con i quadrupedi, con gli uccelli, con i pesci e con i vermi. Anch'io parlo con gli animali, seppure non con tutti, come sembra facesse il vecchio re, e ammetto la mia inferiorità su questo punto. Però parlo con alcune specie che conosco bene, e senza bisogno di un anello magico. In questo io sono superiore al vecchio re, che senza il suo anello non avrebbe compreso neppure il linguaggio delle bestiole con cui aveva maggior dimestichezza. E quando non ebbe più il suo anello, il suo cuore persino s'indurì verso gli animali: sembra che Salomone abbia buttato via l'anello magico in un eccesso d'ira, quando un usignolo gli svelò che una delle sue novecentonovantanove mogli amava un uomo più giovane. Così, per lo meno, racconta J. V. Widmann nella sua graziosa leggenda "Il santo e gli animali". Questo atto può essere stato assai saggio oppure assai sciocco da parte di Salomone, ma io, per conto mio, trovo che comunque non è sportivo servirsi di un anello magico nei rapporti con gli animali: anche senza ricorrere alla magia le creature viventi ci raccontano le storie più belle, cioè quelle vere. E in natura la verità è sempre assai più bella di tutto ciò che i nostri poeti, gli unici autentici maghi, possono anche soltanto immaginare.

Oggi, Con Slobodchikoff professore alla Northern Arizona University, fondatore dell'Animal Communications, studia il linguaggio dei cani della prateria e dichiara: "Tra loro usano il più sofisticato linguaggio animale mai codificato. Hanno fonemi simili alle parole, li combinano tra loro, usano quello che potremmo definire un chiacchiericcio sociale".


Così questi animali  riescono a distinguere i diversi predatori che arrivano nelle vicinanze delle loro tane e sembrano aver sviluppato dei sofisticati messaggi di allarme con cui informano i compagni non solo della specie del predatore, ma anche della grandezza e il colore.
i cani della prateria vivono in colonie che non si muovono e "giorno dopo giorno possono essere studiati".
Slobodchikoff registra tutte le comunicazioni del gruppo di cani della prateria oggetto del suo studio, registrazioni che poi vengono elaborate dal computer e restituite in lingua inglese. Il tentativo è di percorrere all'inverso il percorso, traducendo il linguaggio umano in lingua animale.
Il professore spera di creare un apparecchio che migliori l'interpretazione del linguaggio degli animali domestici e sostiene che nel giro di una decina di anni penso che saremo in grado di "parlare" veramente con i nostri cani e i nostri gatti.
Ineressante, Prof. Slobodchikoff, anche se io parlo già con i miei gatti!

martedì 12 febbraio 2013

Gatti selvatici

Breve ripresa notturna di un gatto selvatico. Filomena Ricci, Direttore dell'Oasi WWF Gole del Sagittario (Anversa degli Abruzzi), spiega che le immagini sono state raccolte alle Gole del Sagittario da due giovani ricercatrici e da una stagista con altri collaboratori impegnati nelle ricerche. L'area è considerata una tra le più importanti a livello europeo per la biodiversità; ospita lupo, orso bruno, aquila reale ed ora il gatto selvatico.


Precedenti ritrovamenti di questa specie si sono avuti anche in passato:


A me è capitato una sola volta di vedere un gatto selvatico: nella piana di Otočac, nella valle della Gacka. Moltissimi anni fa, prima della guerra degli anni '90, in pieno inverno. Il gatto aveva appena catturato una preda e la trascinava sulla neve lasciando una striscia rossa di sangue. Avvistamento memorabile.

martedì 12 giugno 2012

Auguri a Margherita

Margherita Hack compie novant'anni.
Tanti auguri a una grande donna che ha un grande amore per i gatti.


Vive a Trieste con il marito Aldo e gli amatissimi animali. Come festeggiare un traguardo così importante?L'astrofisica fiorentina ripercorre date, nomi ed episodi dei suoi "primi 90 anni, laici e ribelli" nell'autobiografia scritta con Federico Taddia, Nove vite come i gatti, per i tipi della Rizzoli.

venerdì 11 maggio 2012

Giovanni Keplero aveva un gatto nero

Poesie e scienza da leggere.

Giovanni Keplero
aveva un gatto nero
che storceva le vibrisse
se sentiva cerchio e non ellisse. 


 di Popinga.

lunedì 6 febbraio 2012

Alan Beck e la sparizione dei gatti

Alan Beck è direttore del Centro di ricerca sul rapporto uomo-animale della Purdue University (Indiana). Ha pubblicato uno studio sulle possibili conseguenze della sparizione di tutti gatti.

Una ricerca del 1997 ha rivelato che in Gran Bretagna la media di prede catturate da un gatto in sei mesi è di 11 animali uccisi tra topi, uccelli, rane etc). E se in UK ci sono 9 milioni di gatti avremmo 9.000.000x11x2=19.800.000 prede non catturate in un anno. E' facile immaginare che in assenza di predatori i topi si moltiplicherebbero e provocherebbero un'enorme pressione predatoria su altre specie, come per esempio gli uccelli di cui predano le uova. Contemporaneamente ci si può aspettare che aumentino gli altri predatori non-gatti.

Già Darwin aveva compreso gli effetti a catena di una specie sull'altra. Aveva osservato come la maggiore diffusione di trifoglio pratense in alcune zone dell'Inghilterra potesse essere legata alla presenza dei gatti, noti cacciatori di topi, i quali a loro volta distruggevano i nidi dei bombi, principali impollinatori del trifoglio. Insomma, + gatti = - topi, - topi = + bombi e + bombi = + trifoglio. E non solo la densità dei bombi dipende dalla densità dei topi che a sua volta dipende da quella dei gatti: dal momento che l’abbondanza del trifoglio favorisce la crescita del bestiame e che la carne di bue dà vigore alla popolazione inglese ed in particolare ai suoi soldati, è ai gatti che dobbiamo successi militari della Gran Bretagna.

Per tornare al lavoro di Beck, non trascuriamo l'impatto emotivo della sparizione di tutti i felini: negli USA il 38% della popolazione ha un cane, contro il 34% che possiede un gatto (ma spesso i proprietari di gatti ne hanno più di uno)!


domenica 19 giugno 2011

Addio a Giorgio Celli

Giorgio Celli, entomologo, appassionato gattofilo, divulgatore, scienziato, se n'è andato. Era da tempo ammalato ed era stato ricoverato lo scorso maggio per problemi cardiaci.

Conduttore della fortunata trasmissione " Nel regno degli animali", aveva raccontato con rara, pacata competenza i segreti dei gatti e di tanti altri animali. Ascoltatelo in questo video.

sabato 13 novembre 2010

La Fisica dei gatti: come beve il nostro micio

Uno studio spiega come fanno i gatti a bere: creano con la lingua una colonna d’acqua e la avvolgono richiudendo la bocca prima che ricada nella ciotola e riuscendo a massimizzare la quantità di liquido trattenuta per ogni lappata.
Ecco il filmato, dal sito della Lega Nerd:

lunedì 28 giugno 2010

Gatti e stelle


Su youtube Margherita Hack presenta il suo nuovo libro Perché le stelle non ci cadono in testa?
La Hack ha dichiarato di preferire i gatti alle stelle!

venerdì 20 febbraio 2009

L'organo vomeronasale dei gatti

In questa immagine tratta da http://maxshouse.com si vede l'organo vomeronasale di un gatto.



Anna Menini e Andrea Mazzatenta del Settore di Neurobiologia del SISSA (Trieste ) scrivono che quest'organo si trova su entrambi i lati dell'osso vomere, che è incapsulato all'interno di un astuccio cartilagineo. È un organo di senso specializzato principalmente nella percezione dei feromoni, molecole che sviluppanno risposte comportamentali di tipo sessuale ... oppure di fuga ... di aggregazione, territoriali, ecc. I neuroni vomeronasali, analogamente ai neuroni olfattivi, sono neuroni sensoriali bipolari ossia hanno un dendrite la cui parte terminale è specializzata nella percezione degli stimoli chimici mentre l’assone ... proietta direttamente verso un’area dell'encefalo (il bulbo accessorio) e da questo a centri superiori come l'amigdala, il centro che governa gli stati emotivi.
Monica Antoni (Medico Veterinario, Università di Pisa - Supporto Didattico in Etologia Applicata del cane e del gatto e Consultorio Disturbi Comportamentali Animali
d’Affezione, Dipartimento di Clinica Veterinaria) scrive a proposito della recezione dei feromoni:
... nei vertebrati esistono dei recettori posti nell’epitelio olfattorio; in particolare si ha un diverticolo specializzato chiamato organo vomeronasale o di Jacobson che comunica con le coane e, attraverso un canale che si apre nel palato, con la cavità buccale. L’ aria inspirata viene convogliata nell’organo vomeronasale grazie al flehmen (*).
Potete vedere qui sotto una tigre nell'atto del flehmen (a photo - no source specified - from Wiki):



(*) Flehmen, dal verbo tedesco flehmen che significa incurvare il labbro superiore
From Wikipedia: The flehmen response, pronounced [ˈflɛːmən or fleɪmən], also called the flehmen position, flehmen reaction, flehming, or flehmening (from German flehmen, meaning to curl the upper lip), is a particular type of curling of the upper lip in ungulates, felids, and many other mammals, which facilitates the transfer of pheromones and other scents into the vomeronasal organ, also called the Jacobson's Organ.

lunedì 16 febbraio 2009

Isaac Newton e la gattaiola

Si dice che sir Isaac Newton abbia inventato la gattaiola.
Lo hanno detto anche a History Channel:
I was watching an interesting programme on the history channel this morning over breakfast - Local Heroes. According to Adam Hart-Davis, Isaac Newton became distracted from his experiments by his cat being on the wrong side of the door. Now anyone who has cats knows that they are always on the wrong side of the door - it’s one of the great feline laws of the universe.Newton’s solution was to cut a hole in the door and put cloth over it to keep the draught out. The cat could then come and go as it wished. So, Isaac Newton demonstrated that light was made up of different colours and gave us an insight into gravitational pull. A master of physics, he also gave us the catflap - which, I wonder, was his most important achievement?
From Wiki:
A cat flap (British English) or kitty door (American English) is a hinged flap set into a door, wall or window to allow cats to enter and exit a house on their own without needing a human to open the door, while offering a degree of protection against wind and rain entering the dwelling.

venerdì 30 gennaio 2009

La coda a sonagli / The rattlesnake tail

Bon-Bon marca il territorio per finta. La coda vibra tesa verso l'alto. Noi diciamo che fa il serpente a sonagli.
We call it the rattlesnake tail.

venerdì 19 dicembre 2008

LINGUA DI GATTO

Lingua di gatto. Sezione trasversale fotografata con ingrandimento 20X, usando un microscopio in campo luminoso. Autore: Christian Gautier, di Le Mans, Francia.

Credit l'immagine: 2008 Olympus BioScapes Digital Imaging Competition®

mercoledì 22 ottobre 2008

**** Cat-cam ****

Idea stupefacente! Jüergen Perthold ha dotato Mr Lee, il suo micione, di una macchina fotografica e di una cat-cam che ha documentato i vagabondaggi del felino. Non solo: lo spione ha utilizzato un GPS per monitorare le trasferte del suo gatto.
Mi sto beando di questa visione della vita segreta di un gatto sfogliando l'album fotografico delle sue gite e di quelle di altri micioni in Giappone, Olanda, Svizzera...
Ecco una foto di Mr Lee, con la sua cat-cam: