Cos'ha a che fare l'Italia con
Halloween? Niente. E' una festa importata e diventata popolare tra coloro che hanno assorbito la cultura dei telefilm americani. Una triste forma di provincialismo e colonizzazione culturale per cui le patrie tradizioni sarebbero fuffa datata.
In tutta la penisola il 1 novembre si chiama
Ognissanti ed è la
commemorazione
dei santi e dei martiri.
La
Commemorazione dei defunti
è la ricorrenza cattolica collocata il giorno dopo Ognissanti. Sembra che
la festa dei morti risalga al X secolo mentre quella di Ognissanti ad una decisione di Gregorio II, che nel 835 pare abbia spostato
al 1 novembre un
a festa già esistente. Nel mondo anglosassone, invece
la festa di
Halloween- nome attestato la prima volta nel XVI secolo - è la notte
prima di Ognissanti.
Infatti, secondo Wikipedia, il nome è
una variante scozzese del nome completo
All-Hallows-Even , cioè "notte prima di Ognissanti" (in inglese arcaico
All Hallows Day, moderno All Saints).
Inoltre, il grande studioso delle tradizioni popolari
Alfredo Cattabiani scriveva:
Dell'antico Capodanno celtico sono ... sopravvissuti fino a oggi proverbi e usanze: fra queste ultime la più celebre nei paesi anglosassoni è la cosiddetta notte di Halloween, fra il 31 ottobre e il 1° novembre, durante la quale i ragazzi si mascherano da scheletri e fantasmi, mimando il ritorno dei morti sulla terra, e girando di casa in casa chiedendo piccoli tributi e minacciando, se non li ottengono, di giocare qualche scherzo.
I Celti dunque, da sempre dediti all'agricoltura, associavano l'arrivo dell'inverno con la morte e credevano che gli spiriti potessero influenzare i raccolti della primavera successiva. La festa di Halloween è il retaggio di un mondo pagano legato ai cicli della natura.
Della tradizione italiana, oltre alla tradizionale visita al cimitero, ricordiamo la produzione di dolci particolari, il cosiddetto "pane dei morti", che ha molte varianti regionali. Ma molti dei rituali legati alla festa sono stati soppiantati dalla moda d’oltreoceano che propone, importando pateticamente tutto l'apparato commerciale di costumi e maschere sanguinolente o stregonesche, feste, cene, eventi a tema nelle discoteche. Sono anche convinta che dell'invasione di zucche siano in parte responsabili le maestre italiane che propinano intagli di zucche e disegni di zucche in bella mostra alle finestre delle scuole elementari.
Ma i gatti? Quelli neri, tradizionali compagni delle streghe, sono da sempre oggetto di una triste superstizione. Per questo
ENPA MONZA ha pubblicato una bellissima pagina che si conclude così:
L’arretratezza di queste assurde convinzioni nuoce non solo ai piccoli felini, che hanno il pregio
di allietare la vita di molti di noi, ma anche alle persone che ne sono schiave, lasciandole
irrimediabilmente legate ad usanze antiquate e grottesche, in beffa al buon senso, l’intelligenza.
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| I gatti neri di Emily Strange |
Leggi tutta la pagina dedicata ai gatti neri:
http://www.enpamonza.it/public/pdf/gatto_nero_amico_vero.pdf