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venerdì 25 maggio 2018

La città dei gatti

Finalmente il documentario di Ceyda Torun al Cinema Beltrade di Milano:


"A Istanbul tutti, dai più vecchi ai più giovani, hanno dei ricordi legati ai gatti della città. Sono parte integrante della nostra memoria collettiva. E normalmente tutti ammirano la libertà dei gatti, la loro capacità di andare dove vogliono. Fanno la loro comparsa nelle manifestazioni, nelle università; si avventurano in posti proibiti o pericolosi per gli uomini. E soprattutto i gatti concedono agli abitanti questa meravigliosa opportunità di affezionarsi anche solo per un momento a un essere che non li giudicherà e che non tirerà in ballo quei problemi che sanno minare le relazioni degli uomini tra loro (…) Volevo realizzare una lettera d’amore per Istanbul e i suoi gatti. Sapevo di poter immortalare la bellezza della città e questa è la mia personale forma di resistenza contro il regime.» (Ceyda Torun).
Lo vedrò domani!

martedì 2 giugno 2015

Gatto!

Romanticismo felino sotto la pioggia. Un'indimenticabile scena d'amore:


lunedì 12 gennaio 2015

Anitona e i gatti

Se n'è andata Anita Ekberg. Attrice famossissima, icona de La Dolce vita, nel celebre film soccorre un gattino per i vicoli di Roma. Così la ricordiamo, bellissima e, come dicono, amante dei gatti.



La biografia dell'attrice sul sito di repubblica.it

giovedì 13 febbraio 2014

A proposito... del gatto dei Coen

(attenzione! si racconta esplicitamente la trama del film)

Alla fine devo scriverne anch'io. Ne ho letto lodi sperticate, e critiche feroci per il trattamento riservato al povero gatto: io, pur fan dei Coen, non posso dirmi convinta della loro ultima fatica che ho trovato a tratti piuttosto noiosa. Beh, certo, ci sono quei gustosissimi momenti di comicità perfetta e ironia sottile di cui i fratelli sono insuperati maestri: l'agente infido e la sua segretaria-dattilografa per esempio, o le coppie ospiti dei Gorfein, gli amici che danno un letto allo sfigatissimo Davis - folksinger senza successo - quando è alla canna del gas.


Ed è dei Gorfein il gatto che accompagnerà Davis nel suo vagabondare inconcludente e disperato tra la Grande Mela e Chicago. Gatto che fugge e viene ritrovato e restituito ai proprietari, che lo rifiutano perché non è il loro Ulisse, gatto maschio, ma una gatta.
Quando Davis parte per Chicago con un luciferino musicista jazz è costretto a portarsela dietro. Mentre gli eventi precipitano e la tempesta infuria, Davis la abbandonerà. Nel viaggio di ritorno, più o meno nel punto dove aveva lasciato la povera bestia al suo destino, l'auto che sta guidando urta qualcosa: non riuscirà, e noi con lui, a capire di che animale si trattasse.
Più tardi, ancora ospite dei Gorfein, si sveglierà in una casa vuota con il gatto Ulisse. Il film, a questo punto, ricomincia dalla scena iniziale, con nuovi dettagli da cui si capiscono alcuni fatti accaduti in precedenza.
Ma, se ci pensiamo bene, per tutto il film (di cui ho trascurato molti particolari) Davis si barcamena nella scelta di continuare con la musica o riprendere il suo vecchio lavoro di marinaio, e quando sembra essersi deciso perde i documenti. Non sa cosa fare con l'acida ragazza che ha messo incinta. Decide di andare dal catatonico padre, ma quando sembra che il vecchio reagisca, beh, la situazione degenera. E anche con il gatto è così: non solo niente è come sembra, ma in qualche modo la bestia riapparirà nel buio lasciando Davis nel dubbio.
Questi dubbi, la perenne incertezza su scelte esistenziali sono un flusso di coscienza, lo stream of consciousness di joyciana memoria (e non per nulla il gatto si chiama Ulisse), un monologo interiore nell'offuscato sentire del dormiveglia: perché secondo me Davis ha sognato o immaginato tutto. Ha sognato la ragazza, il medico abortista, la sorella, l'agente, l'ufficio del sindacato, il jazzista tossico e il suo autista, l'impresario di Chicago, la fuga del gatto, l'ombra freudiana della bestia ferita lungo l'autostrada.
E si ritrova al punto di partenza, ben attento ad evitare che il gatto scappi dalla porta lasciata incautamente socchiusa. La giornata gli porterà scoperte amare cui Davis reagirà perdendosi in alcolici conforti dalle disastrose conseguenze. L'agnizione, nel finale, rivelerà a noi spettatori cos'è accaduto in quel vicolo sul retro del Gaslight, mentre all'interno un altro folksinger si sta esibendo con ben diversa fortuna. Qualsiasi cosa abbia deciso Davis della propria vita, sappiamo che la sua stella non ha certo brillato nel firmamento della musica. Il gatto dei Gorfein non è mai scappato, e la gatta rossa non è mai stata abbandonata.
Amici gattari, possiamo stare tranquilli. I Coen non ci hanno tradito.


venerdì 15 novembre 2013

Pierre e il gattino

Un omaggio a un grande attore, prematuramente scomparso. Non aveva mai conosciuto suo padre, e portava il cognome di sua madre, originaria della Corsica. Viveva praticamente sulla strada, fino a quando un giorno un tizio lo avvicina e lo sceglie per un ruolo a teatro. Comincia così una carriera che lo porterà a Luchino Visconti. Nel 1963 ottiene una parte nel Gattopardo. Buñuel gli affida il ruolo del gangster dai denti d’acciaio in Belle de jour. Lavora con Pasolini e Bertolucci, e la Cavani lo vuole come il protagonista per I cannibali.
Nel giugno del 1971, all’apice della sua carriera, viene arrestato a Roma per possesso e uso di droghe. Nonostante le testimonianze di Fellini e De Sica, e la mobilitazione dell’intero mondo del cinema, viene condannato a due anni di carcere. Rinchiuso a Regina Coeli, verrà rilasciato dopo 18 mesi dopo per mancanza di prove con l’ingiunzione di lasciare l’Italia entro ventiquattr’ore. Esce traumatizzato da questa esperienza, che ricorderà nell'autobiografia Quelques messages personnels. Nella ricostruzione di poi, molti riconobbero una volontà persecutoria, la ricerca di un capro espiatorio.
E Pierre Clementi era un ribelle, uno venuto dalla strada, uno che, nelle parole del figlio Balthazar, “portava i capelli lunghi e non aveva mai tradito la sua vocazione alla marginalità”. Clementi reciterà ancora con Max von Sydow in Steppenwolf dal libro di H. Hesse, con Dušan Makavejev, nella parte dell'ultimo marinaio della Potëmkin, con James Ivory. Morirà in un ospedale parigino nel il 28 dicembre 1999 per cancro al fegato.
In questa foto appare, in tutta la sua dionisiaca bellezza, con un tenero gattino.


sabato 3 agosto 2013

Gatti veri e topi disegnati: live-action Disney del 1923

Ho sempre adorato i disegni di Walt Disney. L'incredibile espressività di Tamburino, il coniglietto di Bambi. Le movenze straordinarie degli animali, estremamente naturali e precise. Le smorfie di Pluto, le facce di Paperino. Un omaggio al grande Walt con uno dei suoi primi lavori, Alice's Wonderland (non il lungometraggio), un live-action dove attori veri e disegni si mescolano. Tra i veri attori un gatto, che viene tormentato da fastidiosi topolini animati:



domenica 28 aprile 2013

Kiki - Consegne a domicilio è un film d'animazione giapponese del 1989 diretto dal grande Hayao Miyazaki, quello di Ponyo sulla scogliera, per intenderci. Il film esce con enorme ritardo (26 anni!) in Italia. Jiji è il gatto nero parlante di Kiki, che solo lei riesce a capire e si innamorerà di una gattina bianca. Speriamo di vederlo presto!

venerdì 1 marzo 2013

Maialino amore mio

Il piccolo Petey ha la sua pagina facebook. E' un minipig, un maialino domestico che vive in casa Forgione, a New York.

Il Dipartimento della Sanità di New York ha intimato ai proprietari di Petey di liberarsi dell'animale perché nello stato è illegale tenere i maiali nelle abitazioni. I Forgione, sostenuti dal senatore dello stato di New York Tony Avella, chiedono ufficialmente al Dipartimento della Sanità di fare un'eccezione. Danielle Forgione difende il suo Petey: “I maiali come animali domestici stanno aumentando in popolarità e sono riconosciuti per essere fantastici animali da compagnia. Avere un animale domestico implica responsabilità e noi stiamo insegnando ai nostri figli che una volta che si è assunto un impegno, si è responsabili in tutti i modi''. Il Dipartimento della Salute indica la possibilità di rischi per la salute inclusa la rabbia, ma la famiglia Forgione ribatte che il cucciolo è vaccinato.

Ma si può davvero amare un maialino come un cane o un gatto?
Beh, George Clooney è stato felice proprietario del maiale Max finché il pet, all'età di 18 anni, se n'è andato lasciando il suo proprietario in uno stato di profonda tristezza. Si dice che Clooney avrebbe usato una medium per mettersi in contatto con lo spirito di Max, morto nel 2006. La star avrebbe raccontato: «La sensitiva mi ha detto che Max ha avuto una bellissima vita con me. Mi ha detto che è molto felice anche come spirito e che qualche volta ancora si stende vicino a me. Non sono sicuro che mi abbia detto la verità, ma io voglio crederle».
Max, detto "The Star", pesava circa 150 chilogrammi e morì mentre l’attore era fuori casa per promuovere un suo film. Negli ultimi tempi della sua vita era diventato parzialmente cieco e soffriva di artrite. Spesso dormiva sul letto dell'attore, che scherzava sul fatto che Max fosse la relazione sentimentale più lunga della sua vita.





martedì 12 febbraio 2013

Scappare con il gatto

ieri ho visto l'adorabile film di Wes Anderson "Moonrise Kingdom". Due ragazzini innamorati fuggono insieme, senza dimenticare il gatto:

lunedì 31 dicembre 2012

San Silvestro in allegria

Gli auguri per l'ultimo dell'anno non può farli che lui, Silvestro.


Il gattone bianco e nero compare per la prima volta nel 1945 in un cartone in cui è protagonista insieme a un pappagallino che vuole suicidarsi perché la moglie lo ha lasciato.


E con Silvestro un po' di foto divertenti viste qua e là sul web, tra le quali la testimonianza di alcune improbabili amicizie.




Pinocchiesca, non trovate?


Siamo gatti, siamo noi...

Ieri sera ho visto Il gatto e la gabbianella di Enzo D'Alò dal celeberrimo libro di Sepulveda (che ha scritto un altro libro di cui parleremo) e non posso non riproporre la canzone dei gatti:



Godetevi la camminata fiera e gioiosa della banda del porto!

mercoledì 25 luglio 2012

Giffoni Film Festival: Spycat

Il Giffoni Film Festival è un concorso dedicato ai film per ragazzi.
Tra i film partecipanti Spycat, opera di giovani artisti orientali: Spycat deve catturare Capitan Chico, che con il suo ultimo piano diabolico intende impossessarsi di ogni prodotto di carta che ci sia al mondo.




venerdì 6 luglio 2012

Gatti da brivido

S. King è uno scrittore che amo molto e che ama i gatti. La mia amica Florasol ha postato questa bella foto su FB:


L'editor della rivista Cavalier Nye Willden chiese a King di scrivere, a partire dalla foto di un gatto che soffia, le prime cinquecento parole per un racconto che i lettori avrebbero dovuto completare per un concorso, ma King fu abbastanza interessato da completare a sua volta la storia. È stato pubblicato con il titolo Il gatto che venne dall'inferno nella raccolta a tema Gatti da brivido.

Trama (il finale è in caratteri piccoli, se vuoi leggere il racconto senza che il finale ti sia rivelato)

Un killer professionista viene assunto da un anziano magnate dell'industria farmaceutica per eliminare un insolito obiettivo, un gatto. Pur sentendo una particolare sintonia con i felini, l'assassino non ha alcuna esitazione ad accettare l'ingaggio di dodicimila dollari per un compito privo di alcuna difficoltà. Per quanto l'anziano lo metta in guardia sul fatto che l'animale sia stato il diretto responsabile della morte, apparentemente accidentale, di tre abitanti della casa (la sorella, l'amante di un tempo e il domestico) ed è per questo che vuole liberarne prima di essere ucciso a sua volta (nel suo caso, si tratterebbe di una meritata vendetta, visto che la sua azienda ha ucciso migliaia di gatti per testare il suo prodotto più importante), il professionista non crede che possa avere capacità sovrannaturali, ma ha modo di pentirsene amaramente: mentre si reca verso il luogo dove dovrebbe svolgere il "lavoro", rimane vittima di un incidente d'auto, causato proprio dal gatto, inspiegabilmente libero dal contenitore in cui era stato accuratamente imprigionato, e, bloccato tra i rottami, si ritrova indifeso in balia delle unghie del diabolico animale.

L'occhio del gatto di Lewis Teague è invece un film del 1985, basato su due storie di Stephen King.




domenica 6 maggio 2012

Il gatto di Nick

E' la seconda volta, in pochi giorni, che mi imbatto in questa foto. Wim Wenders gira nel 1980 LIGHTNING OVER WATER, la storia della fine di Nicholas Ray. Ray è stato, per intenderci, il regista di Gioventù bruciata e di Johnny Guitar. Wenders lo accompagnò nei suoi ultimi giorni di vita trascorsi in un loft newyorkese, lontano da Hollywood e in compagnia dei suoi amici e del suo gatto.


venerdì 23 dicembre 2011

Il micio bianco di Anitona

Anita Ekberg ha chiesto un sostegno economico alla Fondazione Fellini: “Sono rimasta sola e senza soldi, aiutatemi”.
L'ormai ottantenne protagonista de La dolce vita, ridotta a uno stato d'indigenza, risiede oggi in una clinica per lungodegenti vicino a Roma. Ha subito una frattura al femore e non è più autosufficiente. “Chiediamo alla Fondazione di voler condividere con altri benefattori la possibilità, anche modesta, di aiutare una brava attrice, veramente meritevole di ogni bene”, scrive il commercialista Massimo Morais, amministratore di sostegno della Ekberg.
La Fondazione Fellini di Rimini è però in grave crisi finanziaria, tanto da essere chiusa fino al 2012 per transizione societaria. La Ekberg aveva tempo fa dichiarato che non le era sufficiente la pensione ottenuta tramite la legge Bacchelli (che assegna un vitalizio straordinario fino a un massimo di 24.000 euro annui ad artisti di talento che si ritrovano in situazione di indigenza).
Qui la vediamo nella celeberrima scena della fontana, dove compare anche un tenero micetto:

martedì 22 novembre 2011

Gatti neri a Hollywood

Sempre in tema di cinema e di gatti neri, il fotografo di Life Ralph Crane documentò per il magazine un'audizione felina per gatti neri, a Hollywood.



Nell'ultima immagine, a destra, Vincent Price. Tutte le foto sul sito dei retronauti.

Charlotte e il gatto nero

Charlotte Rampling, attrice splendida e conturbante, è proprietaria di un grosso gatto nero che si chiama - incredibilmente - come il portiere di notte dell'omonimo e discusso film: Max.
Ho letto la notizia in un'intervista rilasciata in occasione dell'uscita del film The Look e, nonostante abbia cercato in rete un'immagine della leggendaria Charlotte con Max non ho trovato altro che foto dell'inquietante aguzzino nazista.

L'unico altro riferimento al gattone nero è in un'altra intervista di qualche anno fa, dove però il micio sembra chiamarsi Blackie:

... As she sits, the best-fed cat in France wanders in, jumps on her lap and seductively paws at Rampling like of one of her many screen lovers over the years.
"That's my pussycat," says the smitten owner. "It's Blackie. Ahhh Blackie." Then a declaration: "Cats are very important people." All this affection for an enormous black cat is not what you expect from an actress who is famous for bringing a sexy chill to so many films since Georgy Girl in 1966.


domenica 20 giugno 2010

Sad Keanu

Keanu Reeves solo e triste su una panchina: una foto rimaneggiata con centinaia di fotomontaggi in rete. Per tirare su il morale di Sad Keanu è stato creato su Facebook il gruppo "Cheer up Keanu day".
Ho scelto le foto feline del nostro eroe:




Questa è l'originale:

giovedì 11 marzo 2010

Un gatto evaporato

Bello...


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domenica 22 novembre 2009

Cagliostro (da "Una strega in Paradiso")

Kim Novak è Gil, un'antiquaria di arte primitiva. Gil è in realtà una strega che usa le sue arti magiche e quelle del suo gatto Cagliostro per far innamorare di sé James Stewart):


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Una strega in paradiso (Bell, Book and Candle) è stato diretto da Richard Quine nel 1958.